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28/05/2019, 16:39



Bullismo-e-cyberbullismo,-rompiamo-il-muro-del-silenzio


 Presentato oggi ai Benedettini il progetto "Non Cadere nella Rete" per contrastare il cyberbullismo



3 Istituti scolastici, tantissimi studenti,insegnanti e genitori, ma soprattutto un progetto che nelle sue sfaccettature enelle sue forme vuole diventare unmodello educativo e didattico dapromuovere all’interno delle scuole percontrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo.

Questo lo scenario su cui oggi 28 maggio, nell’Auditorium dell’exMonastero dei Benedettini di Catania, sono stati presentati alcuni prodottidel progetto NonCadere dalla Rete - realizzato dalla cooperativa sociale TEAM - Ti Educa A Migliorare nelle scuole e promosso dal Comune di Catania con ifondi della legge 285/95 - che ha appassionato e coinvolto centinaia di giovanicatanesi, aprendo una lente d’ingrandimento su un fenomeno, il cyberbullismo,caratterizzato da numeri in crescita, distorsione nell’utilizzo dellatecnologia e co-responsabilità della Comunità.

Un invito e un mandato preciso, quello di Giuseppe LombardoAssessore ai ServiziSociali e Politiche per la Famiglia Giuseppe Lombardo, che ha aperto lamattinata: «IlComune di Catania ha scommesso su questo progetto pensando a una suacontinuità. È importante - aggiunge - comprendere la matrice profonda di questa iniziativa, abbattere i muridell’indifferenza, del silenzio e della reticenza e che costituiscono la basesu cui nasce e si diffonde il cyberbullismo».

Il progetto Non Cadere nella Rete, realizzato negli Istituti Comprensivi Petrarcae Cavour e nel Liceo Statale Socio Psico-Pedagogico G. Lombardo Radice diCatania, ha visto operare un’equipe multidisciplinare, che con laboratori esperienziali e focus tematiciha permesso a genitori, studenti e corpo docente di confrontarsi e approfondireil fenomeno fino a descriverlo in un video. Gli studenti sono diventatiattori e sceneggiatori di cortometraggi che hanno raccontato la loro visionedel cyberbullismo e le risposte per contrastarlo con un carico emotivo chesovente faceva confondere finzione e realtà.

«La repressione non basta a sconfiggere ilcyberbullismo, serve un’azione educativa, così come abbiamo sperimentato inquesti mesi di attività, che renda tutti consapevoli e responsabili»,spiega Salvatore Litrico Presidente della cooperativa sociale TEAM.

L’utilizzo consapevole del web, le regole dibuona condotta, la prevenzione per NonCadere nella Rete sono stati elementi comuni del progetto e dellamattinata, durante la quale il cyberbullismo è stato contestualizzato nelnostro ordinamento da Maria Pia Fontana, funzionarioprofessionalità di Servizio Sociale e referente locale della formazione delMinistero della Giustizia e Vincenza Speranza, Responsabiledell’Ufficio Servizio Sociale Minorenni di Catania.

Le duespeaker hanno profilato il cyberbullismo come fenomeno sociale, che evidenziail disagio della vittima ma anche del cyberbullo e riconosce una responsabilitàprecisa alla platea che tace davanti a una violenza che viaggia sul web. Eccoche nell’immaginario dei giovani presenti oggi ai Benedettini, il web diventauna grande piazza di cui prendersi cura, dove sviluppare sane connessioni erelazioni e: "lasciar fuori la spazzatura", come ha invitato Davide Bennato,Docente di Sociologia dei media digitali all’Università degli Studi di Catania.

Ma ilsenso di questi mesi di lavoro è racchiuso nelle parole di uno studente. «All’inizio il progetto non mi avevaappassionato, poi quando ho iniziato a lavorare alla parte tecnica, ho pensatoche era bellissimo. Facciamo Rete controil Bullismo».



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